Maximilien Gauthier

Attraverso la lucentezza della sua arte è appena percettibile una sorta di angoscia repressa. Non è evidente, nè facile, ne superficiale. È originata dalla presenza quasi fisica della natura Aluttante del vulcano che l’ha visto nascere. E a tale proposito Calogero mi disse: “Non ho avuto un’infanzia molfo felice, però non rimpiango d’aver sofferto…

… Il duro tirocinio che ha portato questo artista alla ribalta è completamente diverso da quello eseguito in genere nelle Accademie pubbliche o private da cui l’individuo emerge, più o meno spesso, privato da tutto ciò che non sia principalmente acquisito dallo studio, dal talento e dal genio e inoltre da quell’esperienza di vita che gli potrebbe dare la possibilità di ripiego in caso di fallimento della carriera intrapresa. Dipingere, a mio awiso, è solo un fatto mentale. Leonardo da Vinci, a questo proposito, come molti altri, diceva la verità. Ma la pittura è altresì un fatto manuale.

.. Dipingere in qualunque vecchia maniera come si fa troppo spesso al giorno d’oggi, qualsiasi cosa che colpisca mentalmente,
può ogni tanto dare risultati il cui fascino può essere aleatorio.
E importante dipingere bene, vale a dire saper elaborare un profondo contenuto, un sano e prezioso argomento rigorosamente assicurato, contro un disonorevole svantaggio di deterioramento che altererebbe col tempo l’armonia del colore e della pittura di fondo, elementi che devono invece risultare assolutamente legati e consolidati fra loro.
I dipinti di Jean Calogero sono fatti per invecchiare mirabilmente.
Non sono prodotti casuali, ma di un metodo e di una determinazione. Ciò è abbastanza raro per essere un degno punto di merito…

Le opere di Calogero hanno un movimento, un’inspiegabile luminosità, la ricetta di cui si andrebbe invano alla ricerca di dissertazione sull’estetica. Sia l’iniziato che il profano ne vengono colpiti. E il grande mistero del talento, un miracolo che accade senza l’aiuto della pedagogia e che non si è mai ripetuto due volte.